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Home Lombardia Delib. G.R. 10 febbraio 2010, n. 8/11255
Delib. G.R. 10 febbraio 2010, n. 8/11255 PDF Stampa E-mail


Determinazioni in merito alla ripartizione delle risorse del Fondo nazionale per le politiche sociali anno 2009, del Fondo Sociale Regionale 2010 e del Fondo nazionale per le non autosufficienze 2009.

 

 

 

 

La Giunta Regionale

 


Viste le seguenti leggi regionali:

• L.R. 14 dicembre 2004, n. 34 «Politiche regionali per i minori»;

• L.R. 12 marzo 2008, n. 3 «Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e socio-sanitario»;

• L.R. 30 dicembre 2009, n. 33 «Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità»;

• L.R. 29 dicembre 2009, n. 32 «Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2010 e bilancio pluriennale 2010/2012 a legislazione vigente e programmatico»;

Richiamate le seguenti deliberazioni del Consiglio regionale:

• Delib.C.R. 26 ottobre 2006, n. VIII/257, di approvazione del Piano Socio sanitario Regionale 2007-2009;

• Delib.C.R. 26 ottobre 2005, n. VIII/25 «Programma Regionale di Sviluppo per la VIII legislatura»;

• Delib.C.R. 29 luglio 2008, n. VIII/685 «Risoluzione concernente il Documento di Programmazione Economico Finanziaria 2009-2011»;

Visti in particolare i seguenti obiettivi, declinati nel Programma regionale di sviluppo della VIII legislatura e nel Documento di programmazione economico-finanziaria regionale per gli anni 2008-2010:

• 5.2.1 «Governo della rete dei servizi socio-sanitari e sociali»;

• 5.2.2 «Promozione e sostegno alla famiglia e ai minori»;

• 5.2.3 «Tutela delle fragilità: anziani e disabili»;

• 5.2.4 «Politiche di inclusione e integrazione sociale»;

Vista la Delib.G.R. 3 dicembre 2008, n. 8/8551 «Determinazione in ordine alle Linee di Indirizzo per la programmazione dei Piani di Zona – 3° Triennio (2009-2011)»;

Considerato, in particolare, che il sistema di finanziamento delle azioni previste nei piani di zona, come definito dalla citata Delib.G.R. n. 8/8551 del 2008, è costituito dal F.N.P.S., dal Fondo Sociale Regionale, dal Fondo per le non autosufficienze, dalle risorse autonome dei Comuni nonché da eventuali altre risorse (assegnazioni a seguito di intese a livello nazionale; concorso alla spesa da parte dell’utenza, finanziamenti da altri enti concordati a livello di programma o di intese, fondi statali o regionali diversi dai precedenti, fondi comunitari,...);

Dato atto che la Delib.G.R. n. 8/8551 del 2008 stabilisce, anche per la triennalità 2009-2011, l’istituzione a livello distrettuale di un fondo di solidarietà, sia in attuazione dell’art. 4 comma 4 della L.R. n. 34/2004, sia per rispondere ad altri bisogni locali, prevedendo la destinazione di tale fondo per tipologia di intervento, le modalità di accesso da parte dei Comuni, le modalità di utilizzo e, annualmente, la dotazione finanziaria;

Ricordato che, nell’ambito dell’autonomia locale nella gestione delle risorse di derivazione nazionale e regionale:

• il F.N.P.S. è finalizzato prevalentemente a sostenere e sviluppare il sistema dei titoli sociali, le nuove unità di offerta, la realizzazione di progetti/interventi ex «legge di settore», le azioni di programmazione e coordinamento svolte attraverso gli Uffici di Piano, nonché i costi derivanti da forme di gestione associata che rappresentano tutti i Comuni dell’ambito;

• il Fondo Sociale Regionale è finalizzato al cofinanziamento delle unità di offerta afferenti alle aree minori, disabili, anziani e al sostegno socio-educativo degli interventi per l’integrazione lavorativa delle fasce svantaggiate della popolazione e, pur costituendo una risorsa economica di fatto erogata agli enti gestori pubblici e privati situati nell’ambito distrettuale, rientra nel sistema di budget unico, in quanto il suo utilizzo deve essere deciso e gestito localmente all’interno di una unitarietà di scopi rispetto agli obiettivi e agli interventi definiti dalla programmazione associata;

• il Fondo per le non autosufficienze è finalizzato alle azioni di sostegno alla domiciliarità delle persone in condizione di non autosufficienza;

• le risorse autonome dei Comuni rappresentano l’effettivo impegno alla programmazione associata e all’attuazione del la rete locale delle unità di offerta sociali; in tal senso i fondi indicati nei punti precedenti costituiscono risorse aggiuntive e non sostitutive di quelle comunali;

Confermata la necessità di porre particolare attenzione alle problematiche dell’area penale adulti e minori, secondo le indicazioni contenute e le priorità indicate nella Circ. reg. n. 48/2005, invitando i Comuni interessati (sede di Istituti Penitenziari per l’area penale adulti e sede di distretto di Corte d’Appello per l’area penale minori) a sviluppare forme di progettazione integrata con Servizi dell’amministrazione Penitenziaria e i Servizi della Giustizia minorile al fine di creare opportunità di inclusione e di reinserimento;

Dato atto che l’art. 37, comma 2, della L.R. 29 giugno 1998, n. 10 prevede la definizione di un contributo per interventi a favore delle famiglie nelle zone montane più disagiate;

Richiamata la Circ. reg. 2 febbraio 2004, n. 6 con le quali sono state date indicazioni per l’attivazione dei buoni e dei voucher sociali;

Ritenuto, in considerazione di quanto sopra esposto, di ripartire in un’unica soluzione le risorse del F.N.P.S., del Fondo sociale Regionale e del Fondo per le non autosufficienze al fine di garantire un’efficace programmazione zonale e una allocazione delle risorse coerente e coordinata con gli obiettivi e le priorità della programmazione;

Preso atto che le modalità di utilizzo del F.N.P.S. 2009, del Fondo Sociale Regionale 2010 e del Fondo per le non Autosufficienze 2009, specificate nei paragrafi successivi, sono state concordate con l’ANCI, tenuto conto dei criteri di ripartizione e di utilizzo delle risorse già definiti con la Delib.G.R. n. 8/8551 del 2008, con la Delib.G.R. n. 8/8550 del 2008, con la Delib.G.R. n. 8/8243 del 2008 e con la Delib.G.R. n. 8/9152 del 2009;

F.N.P.S. 2009

Vista la legge 8 novembre 2000, n. 328 «Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali» e in particolare l’art. 20 riguardante disposizioni per la determinazione e il riparto del Fondo nazionale per le politiche sociali (successivamente indicato come F.N.P.S.);

Richiamate le seguenti disposizioni riguardanti il F.N.P.S.:

• art. 59, commi 44 e 46, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (Legge finanziaria 1998), che istituisce il Fondo per le politiche sociali, ridenominato «Fondo nazionale per le politiche sociali» e fa confluire sul suddetto fondo gli stanziamenti previsti dai provvedimenti legislativi di settore;

• art. 80, commi 17 e 18, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Legge finanziaria 2001) che ridefinisce il complesso delle disposizioni di legge (leggi di settore) le cui risorse finanziarie affluiscono al F.N.P.S. a far data da 1° gennaio 2001 e stabilisce il riparto alle regioni in un’unica soluzione anche dei fondi delle leggi di settore;

• l’art. 46, commi 1 e 5, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Legge finanziaria 2003) che stabilisce che le risorse affluiscono al F.N.P.S. senza vincolo di destinazione e che le stesse devono essere utilizzate dagli enti destinatari entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di assegnazione, pena la revoca dei finanziamenti;

Visto il decreto del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, D.M. 25 novembre 2009, con il quale sono state assegnate alla Regione Lombardia le risorse del F.N.P.S. per l’anno 2009 pari a € 73.327.562,56;

Preso atto che le risorse del F.N.P.S. per l’anno 2009, assegnate alla Regione Lombardia, sono già state erogate alla regione e saranno disponibili sull’UPB 5.2.1.2.87 capitolo 5660 del bilancio regionale per l’esercizio 2010, a seguito di reiscrizione ex art. 50 della L.R. n. 34/1978;

Considerato che il citato decreto ministeriale del 25 novembre 2009, all’art. 6, prevede che eventuali risorse derivanti da provvedimenti di reintegro del F.N.P.S. per l’anno 2009 saranno ripartite con le medesime modalità e criteri di cui al decreto medesimo e che per effetto di tali disposizioni alla Regione Lombardia saranno assegnate ulteriori risorse;

Stabilito di destinare le risorse del F.N.P.S. 2009, complessivamente pari a € 73.327.562,56, per € 39.000.000,00 agli Ambiti Territoriali di associazione dei Comuni per l’attuazione dei piani di zona e per € 34.327.562,56 alla regione di cui:

• € 33.005.562,56 in capo alla Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale per l’attuazione della legge 28 agosto 1998, n. 284 (progetti sperimentali in favore di persone cieche, ipovedenti affette da pluriminorazioni) e della legge n. 388/2000, art. 80, comma 14 (servizi di telefonia per persone anziane), per garantire il sostegno agli interventi di natura socio-sanitaria di lotta alla droga previsti dal D.P.R. n. 309/1990 e agli interventi relativi alle altre leggi di settore nazionali nonché la realizzazione e la prosecuzione di iniziative sperimentali e innovative di rilevanza regionale con particolare attenzione alle famiglie in difficoltà, il finanziamento del sistema informativo sociale regionale e degli osservatori regionali e provinciali, di cui € 220.000,00 per l’Osservatorio regionale sulle Dipendenze al fine di favorire lo sviluppo delle attività previsionali nell’area delle dipendenze;

• € 572.000,00 in capo alla Direzione Centrale Relazioni esterne, internazionali e Comunicazione della Presidenza quale Fondo per l’armonizzazione dei tempi delle città, afferito al F.N.P.S.;

• € 750.000,00 alle ASL per lo svolgimento delle attività di competenza relative alla valutazione e verifica del conseguimento degli obiettivi e dei flussi informativi che assicuri, all’interno dell’Accordo di Programma, la coerenza nel tempo tra obiettivi regionali e obiettivi della programmazione locale, nonché alla gestione amministrativa dei programmi affidati, ripartite con provvedimento del direttore generale della Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale, in proporzione all’assegnazione dell’anno precedente;

Stabilito pertanto di procedere all’assegnazione agli Ambiti Territoriali delle risorse del F.N.P.S. per l’anno 2009, complessivamente pari a € 39.000.000,00, riservando una quota di € 1.000.000,00 al «sistema premiante» che sarà ripartito agli Ambiti Territoriali sulla base degli indicatori, definiti con Delib.G.R. n. 8/8551 del 2008, che valutano la correttezza dei dati rendicontati a preventivo/consuntivo e la capacità di programmare e utilizzare risorse in una logica di budget unico, con provvedimento del direttore generale della Direzione Famiglia e Solidarietà Sociale, una volta acquisiti i dati necessari, e ripartendo la somma restante di € 38.000.000,00, per quota capitaria, come indicato nell’allegato A, di cui:

1. € 1.900.000,00, pari al 5%, quale Fondo per il riequilibrio tra gli Ambiti, costituito presso le ASL, per la successiva erogazione agli stessi, prioritariamente destinato al sostegno degli oneri derivanti dall’affidamento familiare o dall’ospitalità in strutture residenziali per i minori sottoposti a provvedimento dell’autorità giudiziaria, ad integrazione del Fondo di solidarietà costituito presso ogni ambito, con particolare riguardo alle esigenze dei piccoli Comuni;

2. € 114.000,00, pari allo 0,3%, destinati agli Ambiti Territoriali nei quali sono individuati i Comuni ai sensi dell’art. 5 della L.R. n. 10/1998;

Ritenuto, vista la riduzione delle risorse e la necessità di garantire nel tempo il sostegno ai servizi e interventi e alle progettualità inserite nella programmazione locale, di autorizzare gli Ambiti Territoriali a utilizzare gli eventuali residui maturati sulle gestioni 2006-2008 e 2009, nella seconda annualità dell’attuale triennio di programmazione 2009-2011, da rendicontare secondo le modalità già in uso, come residui del F.N.P.S. anni precedenti;

Ricordato, per quanto riguarda le leggi nazionali di settore, che i compiti derivanti dall’esercizio della funzione amministrativa relativamente al coordinamento delle attività, erogazione dei fondi, istruttoria dei progetti nonché controllo dei risultati sono affidati:

1. agli Ambiti Territoriali di associazione dei Comuni per le leggi: D.P.R. n. 309/1990 – legge n. 45/1999 (interventi di natura prevalentemente sociale), legge n. 104/92, legge n. 285/1997, D.Lgs. n. 286/1998 – legge n. 40/1998 e legge n. 328/2000, art. 28;

2. alle ASL per il D.P.R. n. 309/1990 – legge n. 45/1999, relativamente agli interventi di natura prevalentemente socio-sanitaria e per il cofinanziamento regionale dei programmi per l’immigrazione ex D.Lgs. n. 286/1998 – legge n. 40/1998;

 


FONDO SOCIALE REGIONALE 2010

Ricordato che la Delib.G.R. n. 8/2222 del 2006 ha definito i seguenti criteri di riparto e le modalità di utilizzo delle risorse del Fondo Sociale Regionale per garantire il passaggio ad una assegnazione per quota capitaria in modo graduale:

• 2006: assegnazione su base storica ossia sulla spesa storica dei servizi;

• 2007: assegnazione 50% su base storica – 50% su base capitaria;

• 2008: assegnazione 25% su base storica – 75% su base capitaria;

Dato atto che con Delib.G.R. 22 dicembre 2007, n. 8/6398 sono state modificate le modalità di riparto del Fondo Sociale Regionale definite con Delib.G.R. n. 8/2222 del 2006 per il triennio 2006-2008, stabilendo che il criterio previsto per l’anno 2007 (assegnazione 50% su base storica – 50% su base capitaria) verrà applicato anche per il 2008 e che il criterio per il 2008 (assegnazione 25% su base storica – 75% su base capitaria) verrà applicato nel 2009;

Dato atto inoltre che con Delib.G.R. 30 marzo 2009, n. 8/9152 sono state ulteriormente modificate le modalità di riparto del Fondo Sociale Regionale definite con Delib.G.R. n. 8/6398 del 2008 per il 2009, stabilendo di applicare il criterio di assegnazione 50% su base storica – 50% su base capitaria per il riparto del Fondo Sociale Regionale anche per il 2009 e il 2010, riprendendo il percorso di avvicinamento alla quota capitaria dal 2011 con l’applicazione del criterio assegnazione 25% su base storica – 75% su base capitaria;

Considerato che le risorse disponibili nel bilancio regionale per l’esercizio finanziario 2010 destinate al Fondo Sociale Regionale ammontano complessivamente a € 85.900.000,00, di cui € 84.300.000,00 sull’UPB 5.2.1.2.87 capitolo 5943 e € 1.600.000,00 sull’UPB 5.2.2.2.91 cap. 5109, derivanti, secondo quanto previsto dalla L.R. n. 34/2004, dalle risorse destinate negli anni precedenti ai progetti relativi ai servizi di accoglienza per la prima infanzia ai sensi della L.R. n. 23/1999;

Ritenuto inoltre di fornire agli Ambiti Territoriali le modalità di utilizzo delle risorse del Fondo Sociale Regionale per l’anno 2010, contenute nell’allegato B;

Determinato di assegnare agli Ambiti Territoriali, per il tramite delle ASL, l’importo di € 85.200.000,00, nelle misure indicate nell’allegato B, per il finanziamento per l’esercizio 2010 della rete delle unità d’offerta sociali attivate nei rispettivi territori nel rispetto della programmazione zonale;

Ritenuto di affidare alle ASL dal corrente anno, come già per il F.N.P.S., il ruolo di validazione dei piani di assegnazione dei contributi del Fondo Sociale Regionale degli Ambiti Territoriali e del debito informativo a carico degli stessi;

Stabilito di assegnare annualmente, per quota capitaria e con provvedimento del direttore generale della Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale, alle ASL per lo svolgimento delle attività di competenza, così come indicato al paragrafo precedente e dettagliatamente specificato nell’allegato B, quota parte delle risorse del Fondo sociale regionale, oltre quelle previste dalla Delib.G.R. n. 6/34300 del 1998, in misura complessivamente non superiore al 2% delle risorse assegnate agli Ambiti Territoriali e comunque sulla base delle risorse disponibili sull’UPB 5.2.1.2.87 capitoli 5660 e 5943 del bilancio regionale esercizio 2010 e, per gli anni successivi, nell’esercizio di riferimento;

 


FONDO PER LE NON AUTOSUFFICIENZE 2009

Visto l’articolo 1 della legge n. 296/2006 e in particolare il comma 1264 che istituisce un fondo denominato «Fondo per le non autosufficienze» e il comma 1265 che dispone che gli atti e i provvedimenti concernenti l’utilizzazione del Fondo per le non autosufficienze sono adottati dal Ministro della solidarietà sociale, di concerto con il Ministro della salute, con il Ministro delle politiche per la famiglia e con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del D.Lgs. 28 agosto 1997, n. 281;

Visto il decreto del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle politiche della famiglia D.M. 6 agosto 2008, a seguito di intesa in Conferenza Unificata del 20 marzo 2008, che assegna alla Regione Lombardia per il 2008 la somma di € 44.083.734,18 e per il 2009 la somma di € 58.827.457,99, confermando le stesse misure di utilizzo del Fondo per le non Autosufficienze 2007 di cui al D.M. 12 ottobre 2007;

Richiamate le misure di utilizzo di utilizzo del Fondo per le non Autosufficienze, previste dai citati decreti interministeriali:

1) previsione o rafforzamento di punti unici di accesso alle prestazioni e ai servizi con particolare riferimento alla condizione di non autosufficienza che agevolino e semplifichino l’informazione e l’accesso ai servizi socio-sanitari;

2) attivazione di una modalità di presa in carico della persona non autosufficiente attraverso un piano individualizzato di assistenza che tenga conto sia delle prestazioni erogate dai servizi sociali che di quelle erogate dai servizi sanitari, di cui la persona non autosufficiente ha bisogno, anche attraverso l’uso di nuove tecnologie;

3) attivazione e rafforzamento di servizi socio sanitari e socio assistenziali con riferimento alla domiciliarità, al fine di favorire l’autonomia e la permanenza a domicilio della persona non autosufficiente;

Preso atto che le risorse del Fondo per le non autosufficienze statali per l’anno 2009, assegnate alla Regione Lombardia, sono già state erogate alla regione e saranno disponibili sull’UPB 5.2.1.2.87 capitolo 7222 del bilancio regionale per l’esercizio 2010, a seguito di reiscrizione ex art. 50 della L.R. n. 34/1978;

Richiamata la Delib.G.R. 22 ottobre 2008, n. 8/8243 «Determinazioni in merito per la realizzazione di interventi a favore delle famiglie e dei servizi socio-educativi per la prima infanzia – Attuazione della Delib.G.R. n. 8/6001 del 2007 e della intesa del 14 febbraio 2008», con la quale, nell’allegato B, sono stati approvati le azioni/interventi per l’utilizzo del Fondo per le non autosufficienze 2007 ed il relativo riparto tra i soggetti attuatori, in attuazione del decreto interministeriale del 12 ottobre 2007;

Richiamata altresì la Delib.G.R. 30 marzo 2009, n. 8/9152 «Determinazioni in merito alla ripartizione delle risorse del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali anno 2008, del Fondo Sociale Regionale 2009 e del Fondo Nazionale per le non Autosufficienze 2008», con la quale, nell’allegato C, sono stati approvati le azioni/interventi per l’utilizzo del Fondo per le non autosufficienze 2008 ed il relativo riparto tra i soggetti attuatori, in attuazione del decreto interministeriale del 6 agosto 2008;

Vista la Delib.G.R. 11 dicembre 2009, n. 8/10759 «Determinazione in ordine alla realizzazione del “Centro per l’assistenza domiciliare” nelle Aziende Sanitarie Locali» con la quale è stata promossa l’attivazione entro il 31 dicembre 2009, in ciascuna Azienda Sanitaria Locale, mediante protocollo d’intesa con il Comune capofila dell’ambito, sentito il Consiglio di rappresentanza dei Sindaci, di almeno un «Centro per l’Assistenza Domiciliare» (CeAD) con l’obiettivo di coordinare, secondo modalità e strategie più adeguate al contesto territoriale, l’impiego di tutte le risorse e tutti gli interventi sociosanitari e sociali in ambito domiciliare;

Considerato che la sopracitata deliberazione stabilisce inoltre che, al termine della fase iniziale di avvio, che si concluderà entro il 28 febbraio 2010, le ASL porteranno a regime l’attività del Centro per Assistenza Domiciliare (CeAD) organizzando in ogni ambito distrettuale l’espletamento delle relative funzioni;

Preso atto che, dalla lettura dei progetti approvati dalle ASL in raccordo con gli Ambiti Territoriali per l’attuazione delle misure 1 e 2 del Fondo per le non autosufficienze, relative a «punti unici d’accesso» e «PAI integrato», emerge una forte spinta allo sviluppo di queste attività con modalità sempre più integrate tra i vari soggetti istituzionali, nel rispetto delle specificità territoriali, e alla valorizzazione delle realtà già presenti sul territorio;

Vista la Circ. reg. 3 novembre 2009, n. 7 della Direzione Generale Famiglia e Solida- rietà Sociale con la quale sono state fornite precisazioni alle ASL in merito all’utilizzo della quota del Fondo destinato al potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata/Voucher sociosanitario ed in particolare è stato ribadito che «le risorse assegnate a ciascuna Azienda devono essere utilizzate esclusivamente per gli obiettivi e, in particolare, per quanto riguarda il punto c), l’assistenza domiciliare integrata erogata sia in forma diretta che tramite voucher socio-sanitario deve comprendere prestazioni sociali a rilevanza sanitaria. Tali risorse pertanto non possono essere utilizzate per l’erogazione di prestazioni a carattere esclusivamente sanitario, ancorché relative all’assistenza domiciliare, così come esplicitato nella Delib.G.R. n. 8/7915 del 6 agosto 2008 in merito all’erogazione del «credit» distinto dal voucher socio-sanitario.»;

Ritenuto pertanto di integrare gli obiettivi nonché gli interventi/azioni individuati con la Delib.G.R. n. 8/8243 del 2008 e con la Delib.G.R. n. 8/9152 del 2009, nell’ottica dell’integrazione delle prestazioni sociosanitarie e sociali, per favorire l’autonomia e la permanenza a domicilio delle persone in condizione di non autosufficienza, confermando modalità di attuazione degli interventi, criteri di riparto delle risorse e modalità di assegnazione delle medesime, così come indicato nell’allegato C, per l’utilizzo del Fondo per le non Autosufficienze;

Precisato che le risorse del F.N.P.S., del Fondo sociale regionale e del Fondo per le non Autosufficienze, assegnate con questo provvedimento, devono essere considerate quale cofinanziamento che, unitamente al cofinanziamento comunale ed ai finanziamenti degli altri soggetti pubblici e privati, nonché alla compartecipazione alla spesa da parte degli utenti, costituisce il budget di risorse disponibili per l’anno 2010 per la realizzazione della rete integrata delle unità d’offerta sociali;

 


INTERVENTI STRAORDINARI

Vista la richiesta presentata dalla Fondazione Asilo Mariuccia ONLUS di Milano, gestore di numerose Comunità educative per minori sottoposti a provvedimento dell’autorità minorile, con la quale viene richiesto un contributo straordinario di € 600.000,00 a copertura dei maggiori costi sostenuti per la gestione delle proprie Comunità Educative Minori;

Rilevato che la Fondazione Asilo Mariuccia opera sul territorio lombardo con comunità educative distribuite fra Milano, Sesto San Giovanni (MI) e Porto Valtravaglia (VA), accogliendo, adolescenti e ragazze madri con gravi difficoltà (soggetti borderline, ragazzi e ragazze che hanno subìto gravi maltrattamenti e/o abusi sessuali, minorenni extracomunitari senza documenti e nessi parentali, adolescenti strappati a racket malavitosi e condotti all’Asilo Mariuccia dalle Forze dell’Ordine);

Preso atto della criticità della situazione segnalata dalla Fondazione Asilo Mariuccia ONLUS che, pur a fronte delle azioni che l’ente ha realizzato per risanare il proprio bilancio e parallelamente per migliorare la qualità dei servizi stessi, evidenzia come i costi siano diventati più gravosi, oltre che per gli ordinari aumenti (contrattuali, ISTAT ecc.), a causa soprattutto di:

• aumento di minori, inviati dai servizi pubblici, con patologie anche gravi della sfera psichica caratterizzate anche da episodi di autolesionismo, a cui consegue un sempre maggior impegno nelle azioni educative di cura e sostegno del minore con conseguente aumento di personale;

• aumento di atti e comportamenti dei minori che, causando danni all’immobile ed agli arredi come rilevato dagli Organi di Vigilanza, richiedono interventi di costante manutenzione straordinaria delle strutture;

• aumento di ricoveri in Trattamento Sanitario Obbligatorio che, richiedendo la presenza nel reparto ospedaliero di personale educativo delle Comunità, comportano la necessità di reperire ulteriore personale per la gestione della comunità stessa;

• aumento di minori che, prevalentemente rinvenuti sul territorio della città di Milano, vengono condotti dalle forze dell’ordine nella sede principale di Milano, quale sede storicamente presente sul territorio;

Dato atto che l’accoglienza presso le Comunità educative per minori è conseguente a decreto del Tribunale per i Minorenni o dalla Procura minorile, e che i Comuni di residenza dei minori stessi, adempiendo al decreto, procedono all’inserimento del minore presso Comunità del territorio lombardo che abbiano posti immediatamente disponibili e siano in grado di garantire prestazioni adeguate alle caratteristiche dei minori;

Considerato che gli oneri derivanti dall’accoglienza dei minori presso le comunità educative devono essere sostenuti dal Comune di residenza del minore o dal Comune sul cui territorio il minore, privo di residenza o domicilio, viene rilevato;

Evidenziata la casistica dei minori ospitati nelle diverse Comunità educative della Fondazione Asilo Mariuccia, con particolare riferimento ai minori stranieri non accompagnati e a quanti vengono ospitati a seguito di intervento coatto delle Forze dell’ordine, per i quali non sempre è possibile determinare il luogo di residenza o domicilio e la conseguente imputazione degli oneri al Comune;

Rilevato che l’aumento dei costi di gestione delle Comunità derivante da quanto sopra esposto può non essere interamente compensato dalle rette riconosciute dai Comuni ed in particolare dal Comune di Milano che a causa del contesto socio-demografico è quello sul cui territorio si evidenziano le maggiori emergenze sociali e di ordine pubblico che coinvolgono i minori, soprattutto stranieri non accompagnati;

Ritenuto, in via straordinaria, di assegnare, il contributo una tantum richiesto dalla Fondazione Asilo Mariuccia in considerazione della rilevanza dell’emergenza sovra comunale dell’utenza inserita;

Dato atto che il contributo di € 600.000,00 trova copertura nell’ambito delle risorse del F.N.P.S. che annualmente la Regione si riserva per la realizzazione di iniziative/interventi nell’ambito del sistema d’offerta sociale;

Verificato che le risorse assegnate con il presente provvedimento sono stanziate sulle seguenti UPB e capitoli del bilancio regionale per l’esercizio 2010:

• 5.2.1.2.87 – capitolo 5660 per € 73.327.562,56, disponibili a seguito dell’avvenuta iscrizione in bilancio;

• 5.2.1.2.87 – capitolo 5943 per € 84.300.000,00;

• 5.2.1.2.87 – capitolo 7222 per € 58.827.457,99, disponibili a seguito dell’avvenuta iscrizione in bilancio;

• 5.2.2.2.91 – capitolo 5109 per € 1.600.000,00;

Stabilito che gli allegati A, B e C, sono parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;

Ad unanimità dei voti espressi nelle forme di legge,

 


Delibera

 


per le motivazioni riportate in premessa, qui integralmente recepite:

 


1. di assegnare in un’unica soluzione le risorse del F.N.P.S. 2009, del Fondo Sociale Regionale 2010 e del Fondo per le non autosufficienze 2009 agli Ambiti Territoriali di associazione dei Comuni e alle ASL, secondo le rispettive competenze, al fine di garantire un’efficace programmazione zonale e una allocazione delle risorse coerente e coordinata con gli obiettivi e le priorità della programmazione, in attuazione delle linee di indirizzo per la programmazione dei piani di zona per il triennio 2009-2011;

2. di destinare le risorse del F.N.P.S. 2009, complessivamente pari a € 73.327.562,56, per € 39.000.000,00 agli Ambiti Territoriali di associazione dei Comuni per l’attuazione dei piani di zona e per € 34.327.562,56 alla regione di cui:

• € 33.005.562,56 in capo alla Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale per l’attuazione della legge 28 agosto 1998, n. 284 (progetti sperimentali in favore di persone cieche, ipovedenti affette da pluriminorazioni) e della legge n. 388/2000, art. 80, comma 14 (servizi di telefonia per persone anziane), per garantire il sostegno agli interventi di natura sociosanitaria di lotta alla droga previsti dal D.P.R. n. 309/1990 e agli interventi relativi alle altre leggi di settore nazionali nonché la realizzazione e la prosecuzione di iniziative sperimentali e innovative di rilevanza regionale con particolare attenzione alle famiglie in difficoltà, il finanziamento del sistema informativo sociale regionale e degli osservatori regionali e provinciali, di cui € 220.000,00 per l’Osservatorio regionale sulle Dipendenze al fine di favorire lo sviluppo delle attività previsionali nell’area delle dipendenze;

• € 572.000,00 in capo alla Direzione Centrale Relazioni esterne, internazionali e Comunicazione della Presidenza quale Fondo per l’armonizzazione dei tempi delle città, afferito al F.N.P.S.;

• € 750.000,00 alle ASL per lo svolgimento delle attività di competenza relative alla valutazione e verifica del conseguimento degli obiettivi e dei flussi informativi che assicuri, all’interno dell’Accordo di Programma, la coerenza nel tempo tra obiettivi regionali e obiettivi della programmazione locale, nonché alla gestione amministrativa dei programmi affidati, ripartite con provvedimento del direttore generale della Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale, in proporzione all’assegnazione dell’anno precedente;

3. di procedere all’assegnazione agli Ambiti Territoriali delle risorse del F.N.P.S. per l’anno 2009, complessivamente pari a € 39.000.000,00, riservando una quota di € 1.000.000,00 al «si stema premiante» che sarà ripartito agli Ambiti Territoriali sulla base degli indicatori, definiti con Delib.G.R. n. 8/8551 del 2008, con provvedimento del direttore generale della Direzione Famiglia e Solidarietà Sociale, una volta acquisiti i dati necessari, e ripartendo la somma restante di € 38.000.000,00, per quota capitaria, come indicato nell’allegato A, di cui:

a) € 1.900.000,00, pari al 5%, quale Fondo per il riequilibrio tra gli Ambiti, costituito presso le ASL, per la successiva erogazione agli stessi, prioritariamente destinato al sostegno degli oneri derivanti dall’affidamento familiare o dall’ospitalità in strutture residenziali per i minori sottoposti a provvedimento dell’autorità giudiziaria, ad integrazione del Fondo di solidarietà costituito presso ogni ambito, con particolare riguardo alle esigenze dei piccoli Comuni;

b) € 114.000,00, pari allo 0,3%, destinati agli Ambiti Territoriali nei quali sono individuati i Comuni ai sensi dell’art. 5 della L.R. n. 10/1998;

4. di autorizzare gli Ambiti Territoriali a utilizzare gli eventuali residui maturati sulle gestioni 2006-2008 e 2009, nella seconda annualità dell’attuale triennio di programmazione 2009-2011, da rendicontare secondo le modalità già in uso, come residui del F.N.P.S. anni precedenti;

5. di stabilire che:

a) la D.G. Famiglia e Solidarietà Sociale, con provvedimento del Direttore Generale, provvederà all’erogazione delle risorse del F.N.P.S. alle ASL;

b) le ASL provvederanno all’erogazione di tali risorse all’ente capofila dell’ambito, individuato nell’accordo di programma, successivamente al ricevimento delle medesime da parte della regione, secondo la seguente modalità:

1. 45% delle risorse a seguito della valutazione del monitoraggio di attuazione piani di zona, governance e titoli sociali;

2. 40% delle risorse a seguito della valutazione del piano economico-finanziario preventivo 2010 e consuntivo 2009 (fase «Impegnato»), in coerenza con quanto indicato nel relativo piano a preventivo;

3. 15% delle risorse a seguito della valutazione del piano economico-finanziario consuntivo 2009 (fase «Liquidato» rispetto a fase «Impegnato»);

6. di approvare le modalità di utilizzo del Fondo Sociale Regio nale 2010 e il relativo riparto con assegnazione delle risorse agli Ambiti Territoriali, per il tramite delle ASL, per il finanziamento per l’esercizio 2010 della rete delle unità d’offerta sociali attivate dagli Ambiti Territoriali nei rispettivi territori nel rispetto della programmazione zonale, come indicato nell’allegato B;

7. di affidare alle ASL dal corrente anno, come già per il F.N.P.S., il ruolo di validazione dei piani di assegnazione dei contributi del Fondo Sociale Regionale degli Ambiti Territoriali e del debito informativo a carico degli stessi;

8. di stabilire che alle ASL sono assegnate annualmente, con provvedimento del direttore generale della Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale, le risorse del Fondo sociale regionale per lo svolgimento delle attività di competenza, specificate nell’allegato B, per quota capitaria oltre alle risorse previste dalla Delib.G.R. n. 6/34300 del 1998, complessivamente in misura non superiore al 2% delle risorse assegnate agli Ambiti Territoriali e comunque sulla base delle risorse disponibili sull’UPB 5.2.1.2.87, capitoli 5660 e 5943 del bilancio regionale esercizio 2010 e, per gli anni successivi, nell’esercizio di riferimento;

9. di approvare le modalità di utilizzo del Fondo per le non Autosufficienze 2009 e il relativo riparto con assegnazione delle risorse agli Ambiti Territoriali e alle ASL, come indicato nell’allegato C;

10. di stabilire che la D.G. Famiglia e Solidarietà Sociale, con provvedimento del direttore generale, procederà all’erogazione delle risorse del Fondo Sociale Regionale e del Fondo per le non Autosufficienze secondo le modalità indicate negli allegati B e C;

11. di assegnare un contributo straordinario di € 600.000,00 alla Fondazione Asilo Mariuccia ONLUS che trova copertura nell’ambito delle risorse del F.N.P.S. che annualmente la regione si riserva per la realizzazione di iniziative/interventi nell’ambito del sistema d’offerta sociale;

12. di dare atto che le risorse assegnate con il presente provvedimento sono stanziate sulle seguenti UPB e capitoli del bilancio regionale per l’esercizio 2010:

• 5.2.1.2.87 – capitolo 5660 per € 73.327.562,56, disponibili a seguito dell’avvenuta iscrizione in bilancio;

• 5.2.1.2.87 – capitolo 5943 per € 84.300.000,00;

• 5.2.1.2.87 – capitolo 7222 per € 58.827.457,99, disponibili a seguito dell’avvenuta iscrizione in bilancio;

• 5.2.2.2.91 – capitolo 5109 per € 1.600.000,00;

13. di stabilire che gli allegati A, B e C sono parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;

14. di pubblicare il presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.


-

 


Allegato A

 


Direzione Famiglia e solidarietà sociale

 


Tabella 1


Ripartizione per ambito distrettuale delle risorse del fondo nazionale per le politiche sociali anno 2009

 


Cod. ASL
ASL
AMBITO DISTRETTUALE
Fondo per la montagna (0,3%)
Risorse per ambito
Totale risorse da F.N.P.S.

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO ALTO SEBINO
6.020,00
117.096,00
123.116,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI ALBINO
19.018,00
370.960,00
389.978,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI BERGAMO

560.855,00
560.855,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI DALMINE

519.546,00
519.546,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI GRUMELLO

175.967,00
175.967,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI ROMANO DI LOMBARDIA

297.077,00
297.077,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI SERIATE

269.160,00
269.160,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI TREVIGLIO

394.496,00
394.496,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO ISOLA BERGAMASCA
601,00
469.411,00
470.012,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO MONTE BRONZONE – BASSO SEBINO
5.973,00
115.311,00
121.284,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO VALLE BREMBANA
8.415,00
163.842,00
172.257,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO VALLE CAVALLINA
6.581,00
199.534,00
206.115,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO VALLE IMAGNA E VILLA D’ALME`
7.566,00
195.177,00
202.743,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO VALLE SERIANA SUPERIORE E VALLE DI SCALVE
8.489,00
164.698,00
173.187,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO BASSA BRESCIANA CENTRALE

432.560,00
432.560,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO BASSA BRESCIANA OCCIDENTALE

207.310,00
207.310,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO BASSA BRESCIANA ORIENTALE

235.997,00
235.997,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO BRESCIA EST

346.178,00
346.178,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO BRESCIA OVEST

355.744,00
355.744,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO DI BRESCIA

743.819,00
743.819,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO DI GARDA - SALO`

443.299,00
443.299,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO MONTE ORFANO

216.426,00
216.426,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO OGLIO OVEST

340.329,00
340.329,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO SEBINO

199.091,00
199.091,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO VALLE SABBIA
758,00
282.471,00
283.229,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO VALLE TROMPIA

420.179,00
420.179,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI CAMPIONE D’ITALIA

7.913,00
7.913,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI CANTU`

261.189,00
261.189,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI COMO

541.813,00
541.813,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI DONGO

64.480,00
64.480,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI ERBA

264.943,00
264.943,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI MARIANO COMENSE

204.041,00
204.041,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI MENAGGIO

138.307,00
138.307,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI OLGIATE COMASCO

322.092,00
322.092,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO LOMAZZO – FINO MORNASCO

355.337,00
355.337,00

304
ASL DI CREMONA
DISTRETTO DI CASALMAGGIORE

149.833,00
149.833,00

304
ASL DI CREMONA
DISTRETTO DI CREMA

590.328,00
590.328,00

304
ASL DI CREMONA
DISTRETTO DI CREMONA

587.373,00
587.373,00

305
ASL DI LECCO
DISTRETTO DI BELLANO
7.790,00
197.631,00
205.421,00

305
ASL DI LECCO
DISTRETTO DI LECCO

617.453,00
617.453,00

305
ASL DI LECCO
DISTRETTO DI MERATE

434.397,00
434.397,00

306
ASL DI LODI
DISTRETTO DI CASALPUSTERLENGO - LODI - SANT’ANGELO LODIGIANO

845.637,00
845.637,00

307
ASL DI MANTOVA
DISTRETTO DI ASOLA

170.232,00
170.232,00

307
ASL DI MANTOVA
DISTRETTO DI GUIDIZZOLO

233.133,00
233.133,00

307
ASL DI MANTOVA
DISTRETTO DI MANTOVA

563.556,00
563.556,00

307
ASL DI MANTOVA
DISTRETTO DI OSTIGLIA

169.791,00
169.791,00

307
ASL DI MANTOVA
DISTRETTO DI SUZZARA

196.234,00
196.234,00

307
ASL DI MANTOVA
DISTRETTO DI VIADANA

177.719,00
177.719,00

308
ASL DI MILANO
DISTRETTO COMUNE DI MILANO

4.766.892,00
4.766.892,00

308
ASL DI MILANO
DISTRETTO DI CINISELLO BALSAMO

510.700,00
510.700,00

308
ASL DI MILANO
DISTRETTO DI SESTO SAN GIOVANNI

468.768,00
468.768,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI ABBIATEGRASSO

285.180,00
285.180,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI CASTANO PRIMO

250.561,00
250.561,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI CORSICO

420.035,00
420.035,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI GARBAGNATE MILANESE

700.565,00
700.565,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI LEGNANO

665.365,00
665.365,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI MAGENTA

447.755,00
447.755,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI RHO

615.268,00
615.268,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO BINASCO – AREA 6

175.445,00
175.445,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO CERNUSCO SUL NAVIGLIO – AREA 4

416.731,00
416.731,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO DI SAN GIULIANO MILANESE – AREA 2

395.313,00
395.313,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO DI TREZZO SULL’ADDA

231.625,00
231.625,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO MELZO – AREA 5

295.782,00
295.782,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO PAULLO – AREA 1

197.719,00
197.719,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO PIOLTELLO – AREA 3

329.146,00
329.146,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO ROZZANO – AREA 7

267.959,00
267.959,00

311
ASL DI MONZA E BRIANZA
DISTRETTO DI CARATE BRIANZA

540.864,00
540.864,00

311
ASL DI MONZA E BRIANZA
DISTRETTO DI DESIO

707.930,00
707.930,00

311
ASL DI MONZA E BRIANZA
DISTRETTO DI MONZA

629.281,00
629.281,00

311
ASL DI MONZA E BRIANZA
DISTRETTO DI SEREGNO

558.577,00
558.577,00

311
ASL DI MONZA E BRIANZA
DISTRETTO DI VIMERCATE

544.912,00
544.912,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI BRONI

150.283,00
150.283,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI CASTEGGIO

125.357,00
125.357,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI CERTOSA

248.956,00
248.956,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI CORTE OLONA

160.779,00
160.779,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI GARLASCO

207.880,00
207.880,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI MORTARA

159.476,00
159.476,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI PAVIA

366.876,00
366.876,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI VIGEVANO

300.637,00
300.637,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI VOGHERA

245.797,00
245.797,00

313
ASL DI SONDRIO
DISTRETTO DI BORMIO
4.704,00
94.244,00
98.948,00

313
ASL DI SONDRIO
DISTRETTO DI CHIAVENNA
4.763,00
91.787,00
96.550,00

313
ASL DI SONDRIO
DISTRETTO DI MORBEGNO
8.911,00
171.381,00
180.292,00

313
ASL DI SONDRIO
DISTRETTO DI SONDRIO
4.393,00
210.335,00
214.728,00

313
ASL DI SONDRIO
DISTRETTO DI TIRANO
2.063,00
109.410,00
111.473,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI ARCISATE

182.809,00
182.809,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI AZZATE

190.768,00
190.768,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI BUSTO ARSIZIO

302.419,00
302.419,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI CASTELLANZA

234.568,00
234.568,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI GALLARATE

442.701,00
442.701,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI LAVENO CITTIGLIO

265.690,00
265.690,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI LUINO

201.147,00
201.147,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI SARONNO

332.857,00
332.857,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI SESTO CALENDE

183.109,00
183.109,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI SOMMA LOMBARDO

252.887,00
252.887,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI TRADATE

201.957,00
201.957,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI VARESE

431.318,00
431.318,00

315
ASL DI VALLECAMONICA-SEBINO
DISTRETTO VALLECAMONICA
17.955,00
368.234,00
386.189,00

114.000,00
35.986.000,00
36.100.000,00

 


Tabella 2


Assegnazione risorse del fondo nazionale per le politiche sociali anno 2009


N.
ASL
Fondo riequilibrio ambiti territoriali (5%)
Fondo per la montagna (0,3%)
Risorse per ambiti distrettuali
Totale ambiti distrettuali da F.N.P.S.
Totale generale risorse assegnate da F.N.P.S.

A
B
C
D = (B + C)
E = (A + D)

301
BERGAMO
209.760,00
62.663,00
4.013.130,00
4.075.793,00
4.285.553,00

302
BRESCIA
220.181,00
758,00
4.223.403,00
4.224.161,00
4.444.342,00

303
COMO
114.039,00

2.160.115,00
2.160.115,00
2.274.154,00

304
CREMONA
70.250,00

1.327.534,00
1.327.534,00
1.397.784,00

305
LECCO
65.413,00
7.790,00
1.249.481,00
1.257.271,00
1.322.684,00

306
LODI
45.073,00

845.637,00
845.637,00
890.710,00

307
MANTOVA
79.914,00

1.510.665,00
1.510.665,00
1.590.579,00

308
MILANO
304.823,00

5.746.360,00
5.746.360,00
6.051.183,00

309
MILANO 1
180.278,00

3.384.729,00
3.384.729,00
3.565.007,00

310
MILANO 2
122.216,00

2.309.720,00
2.309.720,00
2.431.936,00

311
MONZA E BRIANZA
157.711,00

2.981.564,00
2.981.564,00
3.139.275,00

312
PAVIA
105.161,00

1.966.041,00
1.966.041,00
2.071.202,00

313
SONDRIO
35.510,00
24.834,00
677.157,00
701.991,00
737.501,00

314
VARESE
169.948,00

3.222.230,00
3.222.230,00
3.392.178,00

315
VALLECAMONICA-SEBINO
19.723,00
17.955,00
368.234,00
386.189,00
405.912,00

TOTALE ASL
1.900.000,00
114.000,00
35.986.000,00
36.100.000,00
38.000.000,00

 

 



Allegato B

Criteri di riparto e modalità di utilizzo delle risorse del fondo sociale regionale 2010


1. Premessa

 


Come precisato nella Delib.G.R. n. 8/8551 del 2008 relativa alle linee di indirizzo per la programmazione dei Piani di Zona per la nuova triennalità 2009-2011, il programmatore regionale ha inserito i finanziamenti derivanti dal Fondo Sociale Regionale nel sistema di finanziamento complessivo dei Piani di Zona, che risulta quindi alimentato da risorse derivanti da più canali:

• le risorse autonome dei Comuni;

• le risorse del Fondo Sociale Regionale (ex circolare 4) erogate agli enti gestori, pubblici e privati, situati nell’ambito distrettuale e destinate al cofinanziamento dei servizi e interventi afferenti alle aree Minori, Disabili, Anziani e di integrazione lavorativa;

• le risorse, a carattere aggiuntivo, del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali (F.N.P.S.);

• le risorse del Fondo per le non autosufficienze, finalizzato alle azioni di sostegno alla domiciliarità delle persone in condizione di non autosufficienza;

• eventuali altre risorse (fondi comunitari, compartecipazione cittadini, finanziamenti privati ecc.).

Confermato pertanto l’obiettivo di un «sistema di budget unitario» in cui le varie risorse concorrano alla realizzazione delle azioni previste dal Piano di Zona, l’assegnazione del Fondo Sociale Regionale comporta:

• l’assegnazione delle risorse per ambito distrettuale;

• la definizione dei criteri di utilizzo delle risorse, approvata dall’Assemblea distrettuale dei Sindaci, coerentemente agli obiettivi, alle priorità e agli interventi individuati nel Piano di Zona, fermo restando l’osservanza di alcune indicazioni regionali relativamente a:

– utilizzo del F.N.P.S. prioritariamente per titoli sociali, sviluppo di servizi, progetti ex leggi di settore, funzionamento ufficio di piano;

– utilizzo del Fondo Sociale Regionale per il sostegno delle Unità d’offerta, servizi /interventi già funzionanti sul territorio e finalizzati a contribuire alla riduzione delle rette a carico dei Comuni e degli utenti.

 

 

 


2. Criteri regionali di riparto del fondo sociale regionale 2010.

 


L’assegnazione del Fondo Sociale Regionale deve, come già detto, essere considerata quale quota di cofinanziamento che, unitamente a quella del F.N.P.S. e del Fondo per le non Autosufficienze, alle risorse comunali, nonché ai finanziamenti degli altri soggetti pubblici e privati ed alla compartecipazione alla spesa da parte degli utenti, costituisce il budget di risorse disponibili per l’anno 2010 per la realizzazione della rete integrata delle unità d’offerta sociali.

In tale ottica l’unitarietà del budget va riferita non tanto all’assenza di vincoli di destinazione (che tuttavia sono ridimensionati), ma all’unitarietà di scopi rispetto ad un programma di obiettivi e interventi definiti all’interno di una programmazione associata, nell’ambito dell’autonomia locale nella gestione delle risorse di derivazione nazionale e regionale.

Come già definito negli anni scorsi, progressivamente, il meccanismo di assegnazione regionale riguardante il Fondo Nazionale e il Fondo Regionale tenderà a definirsi sempre più in termini di «unitarietà» e quindi di «volume complessivo delle risorse disponibili».

La Delib.G.R. n. 8/2222 del 2006 aveva definito i seguenti criteri di riparto delle risorse del Fondo Sociale Regionale per garantire il passaggio ad una assegnazione per quota capitaria in modo graduale:

• 2006: assegnazione su base storica ossia sulla spesa storica dei servizi;

• 2007: assegnazione 50% su base storica – 50% su base capitaria;

• 2008: assegnazione 25% su base storica –75% su base capitaria.

Come noto per rendere ancora più progressivo il passaggio dall’assegnazione su spesa storica ad una per quota capitaria, con Delib.G.R. n. 8/6398 del 2007 (riparto F.N.P.S. 2007) si è stabilito di ripartire le risorse del Fondo sociale regionale per il 2008, con lo stesso criterio previsto per il 2007 (50% su base capitaria e 50% su base storica) e con Delib.G.R. n. 8/9152 del 2009 (riparto F.N.P.S. 2008) si è stabilito di applicare il criterio di assegnazione 50% su base storica – 50% su base capitaria per il riparto del Fondo Sociale Regionale anche per il riparto del Fondo Sociale Regionale 2009 e 2010, riprendendo il percorso di avvicinamento alla quota capitaria dal 2011 con l’applicazione del criterio assegnazione 25% su base storica – 75% su base capitaria Resta ovviamente valido, come per gli anni precedenti, l’utilizzo del FNPS, per garantire l’avvio dei servizi di nuova attivazione.


3. Criteri e modalita` di utilizzo delle risorse regionali.

 


3.1 Gli ambiti distrettuali, come già lo scorso anno, definiranno, con approvazione dell’assemblea dei sindaci, i criteri di ripartizione per area di intervento e tipologia di servizio e procederanno, dopo l’esame delle richieste di contributo pervenute, ad assegnare ed erogare ai gestori i finanziamenti derivanti dall’applicazione dei criteri determinati.

Anche per l’anno 2010, si confermano i criteri e le modalità definiti dalla Regione negli anni scorsi che qui brevemente si richiamano:

1. il Fondo regionale assegnato è destinato al finanziamento delle attività per l’anno in corso;

2. ai fini della determinazione del contributo da assegnare all’ente gestore, vengono prese a riferimento le rendicontazioni delle attività, delle spese e dei ricavi dell’anno 2009;

3. la rendicontazione viene presentata al programmatore locale dagli enti gestori, pubblici e privati, contestualmente alla richiesta di contributo, utilizzando strumenti cartacei o informatici già forniti dalla Regione.

Gli ambiti distrettuali, come già fatto negli anni precedenti, assumeranno modalità operative che garantiscano la partecipazione attiva dei gestori e delle rappresentanze sociali ed ampia pubblicizzazione preventiva sulla modalità di finanziamento delle unità d’offerta, degli interventi e servizi sociali.

Nella logica di utilizzo progressivo del volume complessivo delle risorse assegnate, il sostegno alle unità d’offerta sociale, sia consolidate che di nuovo avvio, potrà essere garantito oltre che attraverso l’utilizzo delle risorse del Fondo Sociale Regionale, anche attingendo a risorse del FNPS, nel rispetto delle priorità definite nella programmazione zonale e del conseguimento degli obiettivi definiti per il triennio 2009-2011, e, per quanto concerne l’area anziani e disabili anche con il Fondo per le non autosufficienze.

Si sottolinea che per accedere ai contributi del Fondo Sociale Regionale, assegnato con il presente provvedimento, le unità d’offerta dovranno essere in regolare esercizio (in possesso o dell’autorizzazione al funzionamento/dichiarazione inizio attività oppure, ai sensi della L.R. n. 3/2008, avere trasmesso al Comune sede dell’unità d’offerta la Comunicazione Preventiva per l’esercizio).

Brevemente si richiamano le unità d’offerta della rete sociale regionale che possono essere sostenute dal Fondo Sociale Regionale:

 


AREA MINORI

– Servizi per la prima infanzia (Asili nido e nidi aziendali, micronidi, nidi famiglia e centri per la prima infanzia)

– Servizi residenziali per i minori (Comunità educative ivi comprese le comunità mamma-bambino ed i centri di pronto intervento,

Comunità familiari, Alloggi per l’autonomia) – Servizi diurni per i minori (Centri Ricreativi Diurni e Centri di Aggregazione Giovanile) – Assistenza Domiciliare Minori – Affidi

 


AREA DISABILI

– Servizio di assistenza domiciliare

– Centri socio-educativi

– Servizi di formazione all’autonomia per disabili

– Comunità alloggio

 


AREA ANZIANI

– Servizio di assistenza domiciliare

 


AREA INTEGRAZIONE LAVORATIVA

– Servizio di inserimento lavorativo

 


COMUNITÀ UTENZA MISTA

Fermo restando che ad ogni area d’intervento deve essere assegnata una quota di contributo, gli ambiti distrettuali decideranno le assegnazioni secondo le priorità stabilite nella propria programmazione zonale e secondo quanto indicato dalla Regione negli scorsi anni. Gli ambiti distrettuali daranno motivazione dell’eventuale esclusione di servizi dal finanziamento.

 


3.2 Precisazioni per l’anno 2010

Poiché non è ancora completato il processo che porterà alla completa assegnazione per quota capitaria del fondo sociale regionale, gli ambiti distrettuali, ai fini della determinazione dei contributi, sono tenuti, anche per quest’anno, a calcolare anche le prestazioni erogate ad utenti non residenti nel territorio di propria competenza.

 


Servizi delegati

Si ribadisce che, per quanto riguarda le unità d’offerta gestite dalle ASL su delega dei Comuni, le modalità di erogazione delle quote di contributo da Fondo Sociale Regionale dovute per tali servizi, devono essere preventivamente concordate dagli ambiti distrettuali con l’ASL territorialmente competente.

 


Interventi per l’Integrazione Lavorativa

Gli interventi per l’Integrazione Lavorativa a favore delle persone disabili sono sostenuti con le misure previste dai bandi provinciali ai sensi della L.R. n. 13/2003 «Promozione all’accesso al lavoro delle persone disabili e svantaggiate». Pertanto il Fondo Sociale Regionale è destinato prioritariamente agli interventi per l’integrazione lavorativa delle fasce svantaggiate della popolazione. Per quanto concerne le persone disabili il Fondo Sociale Regionale è destinato prioritariamente al sostegno socioeducativo e ad altri interventi solo qualora gli stessi non siano stati finanziati dalle misure provinciali.

 


Comunità Residenziali Disabili

Si ricorda che le Comunità di accoglienza residenziale per disabili, pur se accreditate come CSS, sono finanziabili col Fondo sociale regionale indipendentemente dalla presenza di utenti che usufruiscono di voucher di lungo assistenza.

 


Comunit à Utenza Mista

Le Comunità Utenza Mista, o come diversamente denominate, che erano previste quali possibilità di «altri servizi di comunità» nel P.S.A. 88-90, non sono state inserite nella Delib.G.R. 8/7437 del 2008 di individuazione delle unità di offerta alla rete sociale.

In attesa di una puntuale verifica e definizione di requisiti specifici che le individuino quali unità d’offerta della rete sociale si stabilisce che possano essere concessi contributi da Fondo Sociale Regionale, solo alle comunità già autorizzate. Si invitano gli ambiti a non finanziare iniziative di sviluppo. Qualora l’ambito o il Comune di ubicazione ricevesse una richiesta in tal senso si suggerisce l’opportunità di prevedere tali iniziative quale sperimentazione di unità d’offerta prevista dall’art. 13 comma 1 lettera b) della legge 3/08.


4. Debito informativo.

Il debito informativo per l’anno 2010 è costituito da:

1. schede di sintesi debitamente compilate

2. allegati 2 (o scheda analoga in uso) per le sole «Comunità Utenza Mista»

3. Piano di assegnazione dei contributi

Tutto quanto costituisce debito informativo dovrà essere trasmesso dagli ambiti territoriali alla ASL territorialmente competente.


5. Modalità operative


5.1 Ruolo degli ambiti distrettuali e del Comune di Milano

Le Assemblee distrettuali dei Sindaci ed il Comune di Milano, dovranno definire ed approvare secondo le rispettive regolamentazioni:

• i criteri di utilizzo del Fondo Sociale Regionale;

• il piano di assegnazione dei contributi, comprendente le schede di sintesi debitamente compilate, nonché i criteri di assegnazione e le motivazioni dell’eventuale esclusione dai contributi, riportante anche gli enti esclusi.

Gli Uffici di Piano degli ambiti distrettuali ed il Comune di Milano provvederanno a:

• definire la data termine per la presentazione delle richieste di contributo da parte dei gestori pubblici e privati di servizi e interventi sociali;

• informare di tale termine gli enti gestori beneficiari dei finanziamenti nell’anno 2009 e dare adeguata pubblicizzazione per l’eventuale presentazione di domanda da parte di nuovi soggetti;

• ricevere le domande di contributo, corredate dalla rendicontazione dell’anno 2009 (allegati 2), da parte degli enti gestori ed effettuare tutte le attività istruttorie per la predisposizione del piano delle assegnazioni dei contributi;

• stabilire la quota di anticipazione di contributo che sarà erogata, dopo il ricevimento dell’anticipazione da parte dell’ASL, agli enti gestori di servizi consolidati, a seguito di presentazione della domanda di contributo corredata dalla rendicontazione dell’anno 2009;

• erogare il saldo del contributo concesso all’ente gestore a seguito dell’approvazione del piano delle assegnazioni dei contributi e del ricevimento delle risorse da parte dell’ASL.

 


5.2 Ruolo dell’ASL

Come precedentemente detto, alle ASL dal corrente anno viene assegnato, come già per i Piani di Zona, il ruolo di validazione dei piani di assegnazione dei contributi del Fondo Sociale Regionale e del debito informativo. Le ASL provvederanno pertanto:

• a trasmettere agli ambiti territoriali, al ricevimento da parte della Regione, le schede di sintesi che costituiscono il debito informativo;

• a verificarne la coerenza dei piani di riparto delle assegnazioni, loro trasmesse dagli ambiti territoriali, con le presenti indicazioni regionali;

• a verificare la correttezza delle schede di sintesi e la presenza degli allegati 2 delle comunità utenza mista, se presenti nel piano di riparto dell’ambito;

• a richiedere agli ambiti eventuali modifiche, correzioni, integrazioni ecc.,

• a validare il piano e le schede di sintesi e a trasmetterle alla Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale nei tempi stabiliti dal presente atto.

L’ASL provvederà inoltre ad erogare agli Ambiti territoriali:

1. al ricevimento delle somme da parte della Regione, un’anticipazione nella misura dell’85% dell’assegnazione spettante;

2. a seguito di verifica e validazione dei piani di assegnazione degli ambiti territoriali, comprensivi di tutto il debito informativo, il saldo dell’assegnazione spettante;

3. a dare comunicazione alla D.G. Famiglia e Solidarietà Sociale dell’avvenuta liquidazione agli ambiti distrettuali dell’acconto (85% dell’assegnazione) e del saldo (15%), con le modalità che saranno successivamente comunicate.


6. Scadenze.

 


30 giugno 2010: trasmissione da parte degli ambiti distrettuali del piano di assegnazione dei contributi e di tutto quanto costituisce debito informativo alla Direzione Generale dell’ASL competente per territorio.

30 luglio 2010: trasmissione, da parte delle ASL, dei piani di assegnazione dei contributi e di tutto quanto costituisce debito informativo, validati dalle ASL medesime, alla Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale della Regione.


Tabella 1


Riparto delle risorse regionali per le attività socio-assistenziali – anno 2010

Assegnazione per ambito distrettuale

 


Cod. ASL
ASL
AMBITO DISTRETTUALE
TOTALE ASSEGNAZIONE 2010 (criteri 50% storico -50% quota cap.)

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO ALTO SEBINO
253.552,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI ALBINO
962.277,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI BERGAMO
1.553.511,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI DALMINE
1.062.442,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI GRUMELLO
349.231,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI ROMANO DI LOMBARDIA
632.136,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI SERIATE
558.377,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI TREVIGLIO
865.400,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO ISOLA BERGAMASCA
920.341,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO MONTE BRONZONE – BASSO SEBINO
198.400,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO VALLE BREMBANA
346.482,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO VALLE CAVALLINA
445.792,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO VALLE IMAGNA E VILLA D’ALME`
410.757,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO VALLE SERIANA SUPERIORE E VALLE DI SCALVE
385.959,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO BASSA BRESCIANA CENTRALE
945.728,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO BASSA BRESCIANA OCCIDENTALE
438.081,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO BASSA BRESCIANA ORIENTALE
523.112,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO BRESCIA EST
649.485,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO BRESCIA OVEST
751.473,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO DI BRESCIA
2.448.077,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO DI GARDA – SALÒ
1.020.645,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO MONTE ORFANO
479.888,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO OGLIO OVEST
810.152,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO SEBINO
435.228,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO VALLE SABBIA
601.884,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO VALLE TROMPIA
986.275,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI CAMPIONE D’ITALIA
13.376,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI CANTU`
703.461,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI COMO
1.270.895,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI DONGO
145.605,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI ERBA
564.488,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI MARIANO COMENSE
392.848,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI MENAGGIO
266.678,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI OLGIATE COMASCO
691.739,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO LOMAZZO – FINO MORNASCO
747.275,00

304
ASL DI CREMONA
DISTRETTO DI CASALMAGGIORE
395.811,00

304
ASL DI CREMONA
DISTRETTO DI CREMA
1.311.532,00

304
ASL DI CREMONA
DISTRETTO DI CREMONA
1.524.597,00

305
ASL DI LECCO
DISTRETTO DI BELLANO
380.647,00

305
ASL DI LECCO
DISTRETTO DI LECCO
1.429.172,00

305
ASL DI LECCO
DISTRETTO DI MERATE
907.586,00

306
ASL DI LODI
DISTRETTO DI CASALPUSTERLENGO - LODI - SANT’ANGELO LODIGIANO
1.872.610,00

307
ASL DI MANTOVA
DISTRETTO DI ASOLA
398.178,00

307
ASL DI MANTOVA
DISTRETTO DI GUIDIZZOLO
536.238,00

307
ASL DI MANTOVA
DISTRETTO DI MANTOVA
1.484.694,00

307
ASL DI MANTOVA
DISTRETTO DI OSTIGLIA
540.695,00

307
ASL DI MANTOVA
DISTRETTO DI SUZZARA
503.985,00

307
ASL DI MANTOVA
DISTRETTO DI VIADANA
436.744,00

308
ASL DI MILANO
DISTRETTO COMUNE DI MILANO
12.604.343,00

308
ASL DI MILANO
DISTRETTO DI CINISELLO BALSAMO
1.327.341,00

308
ASL DI MILANO
DISTRETTO DI SESTO SAN GIOVANNI
1.222.497,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI ABBIATEGRASSO
647.459,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI CASTANO PRIMO
554.533,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI CORSICO
1.007.739,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI GARBAGNATE MILANESE
1.559.555,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI LEGNANO
1.556.788,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI MAGENTA
950.878,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI RHO
1.438.308,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO BINASCO – AREA 6
392.923,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO CERNUSCO SUL NAVIGLIO – AREA 4
926.438,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO DI SAN GIULIANO MILANESE – AREA 2
948.162,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO DI TREZZO SULL’ADDA
558.090,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO MELZO – AREA 5
677.927,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO PAULLO – AREA 1
395.157,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO PIOLTELLO – AREA 3
705.619,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO ROZZANO – AREA 7
610.976,00

311
ASL DI MONZA E BRIANZA
DISTRETTO DI CARATE BRIANZA
1.246.290,00

311
ASL DI MONZA E BRIANZA
DISTRETTO DI DESIO
1.553.803,00

311
ASL DI MONZA E BRIANZA
DISTRETTO DI MONZA
1.711.630,00

311
ASL DI MONZA E BRIANZA
DISTRETTO DI SEREGNO
1.239.934,00

311
ASL DI MONZA E BRIANZA
DISTRETTO DI VIMERCATE
1.317.650,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI BRONI
370.316,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI CASTEGGIO
239.630,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI CERTOSA
494.531,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI CORTE OLONA
321.130,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI GARLASCO
408.344,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI MORTARA
350.332,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI PAVIA
1.027.966,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI VIGEVANO
772.637,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI VOGHERA
516.443,00

313
ASL DI SONDRIO
DISTRETTO DI BORMIO
243.280,00

313
ASL DI SONDRIO
DISTRETTO DI CHIAVENNA
231.048,00

313
ASL DI SONDRIO
DISTRETTO DI MORBEGNO
373.299,00

313
ASL DI SONDRIO
DISTRETTO DI SONDRIO
511.081,00

313
ASL DI SONDRIO
DISTRETTO DI TIRANO
281.097,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI ARCISATE
398.352,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI AZZATE
301.015,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI BUSTO ARSIZIO
862.164,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI CASTELLANZA
586.735,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI GALLARATE
1.018.904,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI LAVENO CITTIGLIO
451.289,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI LUINO
441.451,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI SARONNO
801.201,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI SESTO CALENDE
328.113,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI SOMMA LOMBARDO
653.511,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI TRADATE
393.786,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI VARESE
1.101.457,00

315
ASL DI VALLECAMONICA-SEBINO
DISTRETTO VALLECAMONICA
1.013.309,00

85.200.000,00

 

 

Nota

Per l’applicazione del criterio di riparto 2010 (50% spesa storica - 50% quota capitaria), poiché l’attuale assegnazione è effettuata sulla base della nuova suddivisione territoriale delle ASL a seguito dell’istituzione della ASL della provincia di Monza e Brianza e la spesa storica è determinata sulla base dell’assegnazione 2006 (di fatto l’ultimo anno di assegnazione per spesa storica), le assegnazioni 2006, per gli ambiti coinvolti da spostamenti di Comuni – ASL MI 1 Garbagnate Milanese, ASL MI 2 Trezzo sull’Adda, ASL MB Desio, Seregno e Vimercate, sono state riparametrate tra i distretti interessati (Garbagnate con Desio e Seregno – Trezzo sull’Adda con Vimercate) in misura proporzionale alla popolazione dei nuovi ambiti, tenuto conto dei Comuni afferenti alla data del 1.01.2009, come avvenuto per il riparto 2009.

Per l’Ambito di Lodi – Casalpusterlengo – Sant’Angelo Lodigiano si è tenuto conto della somma delle assegnazioni dei due ambiti precedenti.


Tabella 2


Riparto delle risorse regionali per le attività socio-assistenziali – anno 2010

Riepilogo per ASL

 


Cod. ASL
ASL
Totale assegnazione 2010 per ASL

301
ASL di BERGAMO
8.944.657,00

302
ASL di BRESCIA
10.090.028,00

303
ASL di COMO
4.796.365,00

304
ASL di CREMONA
3.231.940,00

305
ASL di LECCO
2.717.405,00

306
ASL di LODI
1.872.610,00

307
ASL di MANTOVA
3.900.534,00

308
ASL di MILANO
15.154.181,00

309
ASL di MILANO n. 1
7.715.260,00

310
ASL di MILANO n. 2
5.215.292,00

311
ASL di MONZA E BRIANZA
7.069.307,00

312
ASL di PAVIA
4.501.329,00

313
ASL di SONDRIO
1.639.805,00

314
ASL di VARESE
7.337.978,00

315
ASL di VALLECAMONICA
1.013.309,00

TOTALE
85.200.000,00

 

 


Allegato C

 


Fondo per le non autosufficienze 2009

 


L’iniziativa, anche per il fondo 2009, si declina attraverso le misure previste nel decreto interministeriale del 12 ottobre 2007, confermate dal decreto ministeriale del 6 agosto 2008, di assegnazione del fondo per gli anni 2008 e 2009:

1) previsione o rafforzamento di punti unici di accesso alle prestazioni e ai servizi con particolare riferimento alla condizione di non autosufficienza che agevolino e semplifichino l’informazione e l’accesso ai servizi socio-sanitari;

2) attivazione di una modalità di presa in carico della persona non autosufficiente attraverso un piano individualizzato di assistenza che tenga conto sia delle prestazioni erogate dai servizi sociali che di quelle erogate dai servizi sanitari, di cui la persona non autosufficiente ha bisogno, anche attraverso l’uso di nuove tecnologie;

3) attivazione e rafforzamento di servizi socio-sanitari e socio-assistenziali con riferimento alla domiciliarità, al fine di favorire l’autonomia e la permanenza a domicilio della persona non autosufficiente.

Il riparto delle risorse ai soggetti attuatori (ASL e Ambiti Territoriali) avviene con i criteri già stabiliti con Delib.G.R. n. 8/8243 del 2008 per il riparto del fondo 2007, applicati anche per il fondo del 2008, assegnato con Delib.G.R. n. 8/9152 del 2009:

a) 60% su popolazione residente d’età pari o superiore a 75 anni;

b) 40% in percentuale alle assegnazioni del F.N.P.S. 2009.

Le scadenze degli adempimenti a carico dei soggetti attuatori sono:

• interventi Ambiti Territoriali: presentazione piani attuativi entro 30 giugno 2010 alle ASL e da queste alla regione entro il 30 luglio 2010;

• interventi ASL: presentazione provvedimento, a firma del direttore generale, di approvazione delle misure di competenza entro 30 giugno 2010 alla Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale.

Per il debito informativo si individuano le scadenze del 30 giugno e 31 dicembre per la rendicontazione dell’utilizzo delle risorse e il monitoraggio degli interventi.

Per l’utilizzo delle risorse del fondo 2009, si confermano sostanzialmente gli interventi/azioni già approvati con le precedenti deliberazioni, Delib.G.R. n. 8/8243 del 2008 e con Delib.G.R. n. 8/9152 del 2009, con le integrazioni, riportate nei successivi punti.

 


1) Previsione o rafforzamento di punti unici di accesso alle prestazioni e ai servizi con particolare riferimento alla condizione di non autosufficienza che agevolino e semplifichino l’informazione e l’accesso ai servizi socio-sanitari.

 


OBIETTIVI
Sviluppare/implementare modalità integrate di accesso ai servizi sociosanitari e sociali attraverso il collegamento e la collaborazione tra i servizi territoriali.

INTERVENTI/AZIONI
«Punto Unico», inteso come modalità di integrazione attraverso strumenti organizzativi e telematici, da attuarsi attraverso:

• attivazione di interventi organizzativi anche formativi per rispondere alle seguenti esigenze: richiesta informazio ni sui servizi/interventi, accoglienza, orientamento (alla risposta/scelta/ecc.) ai servizi e accompagnamento ai servizi;

• realizzazione o potenziamento/sviluppo di sistemi informativi condivisi/collegati a livello interistituzionale (e sempio: anagrafica per persone non autosufficienti, cartella sociale condivisa), siti informatici, guide servizi on line.

MODALITÀ DI ATTUAZIONE
Attivazione di progetti di integrazione tra sistema socio-sanitario e sociale da parte delle ASL in accordo con gli Ambiti Territoriali (Distretti ASL/Uffici di Piano).

I progetti devono essere integrati con le azioni per l’attivazione dei centri per l’assistenza domiciliare (CeAD).


RISORSE FINANZIARIE
1.500.000,00 euro


MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE ED EROGAZIONE DELLE RISORSE
Assegnazione delle risorse da parte delle ASL agli enti capofila, per quanto di competenza, per l’attuazione dei progetti approvati; la distribuzione delle risorse tra i soggetti attuatori (ASL/Ambiti Territoriali) dovrà tenere conto delle attività a carico di ogni soggetto e degli impegni assunti dai medesimi; l’erogazione delle risorse dovrà avvenire in relazione all’avanzamento delle attività, supportato da idonea documentazione contabile.

Le ASL dovranno approvare i progetti, le modalità di erogazione delle risorse nonché le modalità di verifica dell’attuazione dei progetti e dei risultati.

 

 

2) Attivazione di una modalità di presa in carico della persona non autosufficiente attraverso un piano individualizzato di assistenza che tenga conto sia delle prestazioni erogate dai servizi sociali che di quelle erogate dai servizi sanitari di cui la persona non autosufficiente ha bisogno, anche attraverso l’uso di nuove tecnologie

 


OBIETTIVI
Sviluppare modalità di valutazione del bisogno di prestazioni sociosanitarie e sociali della persona non autosufficiente (PAI integrato).

INTERVENTI/AZIONI
Definizione di modalità di presa in carico della persona non autosufficiente attraverso un piano individualizzato di assistenza che tenga conto sia delle prestazioni erogate dai servizi sociali che di quelle erogate dai servizi sociosanitari di cui la persona non autosufficiente ha bisogno, anche attraverso l’uso di nuove tecnologie in raccordo tra ASL e Ambiti Territoriali/UdP.

MODALITÀ DI ATTUAZIONE
Attivazione di iniziative volte a garantire l’adozione di un piano individualizzato di assistenza integrato (PAI), comprensivo della valutazione, piano di presa in carico e verifica dell’intervento, da parte delle ASL, in accordo con gli Ambiti Territoriali (Distretti ASL/Uffici di Piano).

Le iniziative devono essere integrate con le azioni per l’attivazione dei centri per l’assistenza domiciliare (CeAD).


RISORSE FINANZIARIE
1.500.000,00 euro


MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE ED EROGAZIONE DELLE RISORSE
Assegnazione delle risorse da parte delle ASL agli enti capofila, per quanto di competenza, per l’attuazione delle iniziative approvate; la distribuzione delle risorse tra i soggetti attuatori (ASL/Ambiti Territoriali) dovrà tenere conto delle attività a carico di ogni soggetto e degli impegni assunti dai medesimi; l’erogazione delle risorse dovrà avvenire in relazione all’avanzamento delle attività, supportato da idonea documentazione contabile.

Le ASL dovranno approvare le iniziative, le modalità di erogazione delle risorse nonché le modalità di verifica dell’attuazione delle iniziative e dei risultati.

 

 

3) Attivazione e rafforzamento di servizi socio-sanitari e socio-assistenziali con riferimento alla domiciliarità, al fine di favorire l’autonomia e la permanenza a domicilio della persona non autosufficiente.

 


OBIETTIVI
Favorire l’autonomia e la permanenza a domicilio delle persone in condizione di non autosufficienza.

INTERVENTI/AZIONI
Ambiti Territoriali: erogazione (incremento) di titoli sociali (Buoni e Voucher) destinati a famiglie con soggetti fragili in condizioni di non autosufficienza, potenziamento del SAD a favore di persone in condizione di non autosufficienza, finanziamento di progetti individuali di sostegno alla vita indipendente delle persone disabili gravi, attraverso l’assistente personale, in attuazione della legge n. 104/1992 come modificata dalla legge n. 162/1998.

ASL: potenziamento dell’assistenza domiciliare e degli interventi nei C.D.I. e C.D.D.

Possono essere potenziate le prestazioni di ADI, diretta o tramite voucher sociosanitario, comprendenti prestazioni sociali a rilevanza sanitaria e gli interventi finalizzati al raggiungimento di obiettivi aggiuntivi di qualità nell’ambito dell’assistenza domiciliare (ADI/Voucher sociosanitario), C.D.I. e C.D.D. per rendere più flessibili i servizi al fine di favorire il più possibile il mantenimento a domicilio della persona non autosufficiente (vedi Delib.G.R. n. 8/10804 del 2009, all. 16), quali:

• servizi di trasporto per C.D.I. e C.D.D.;

• ampliamento degli orari di apertura dei servizi C.D.I. e C.D.D. e dell’ADI, sotto forma di Voucher sociosanitario;

• servizi di ricoveri notturni temporanei in C.D.I. in caso di eccezionali necessità;

• interventi innovativi sulla cronicità, sempre riferita alla condizione di non autosufficienza, rendicontabili in termini di numero e tipologia di utenti assistiti.

MODALITÀ DI ATTUAZIONE
Le risorse dovranno essere impiegate prioritariamente in un’ottica di integrazione tra interventi sociosanitari e socio assistenziali a favore delle persone non autosufficienti, attraverso i «punti unici d’accesso» e i «centri per l’assistenza domiciliare» (CeAD), secondo le modalità organizzative adottate.

Ambiti Territoriali: l’erogazione di titoli sociali avverrà sulla base delle modalità organizzative già adottate dai singoli ambiti, con preferenza a modalità che consentano l’ammissione alla misura da parte dei soggetti richiedenti in ogni periodo dell’anno.

Gli interventi resi attraverso i buoni sociali dovranno preferibilmente sostenere i carichi della famiglia che assiste direttamene, o attraverso il ricorso ad assistenti familiari, i propri membri non autosufficienti. Andrà posta attenzione al valore dell’entità del buono, commisurato alle capacità economiche della famiglia.

I voucher sociali dovranno assicurare interventi professionali di assistenza domiciliare o di servizi integrativi (quali ad esempio, il trasporto, i ricoveri di sollievo, l’acquisto di prestazioni sociali da servizi autorizzati/accreditati, pasti, ecc.), anche con riferimento a quanto previsto dall’art. 39, lettera l-bis, legge n. 104/1992.

Sia nel caso di buoni che di voucher, dovrà essere prestata attenzione ad interventi in grado di sollevare la famiglia, anche per qualche ora, nei compiti di assistenza e a garantire la flessibilità ed estensione oraria dei servizi. Particolare attenzione dovrà essere posta alle progettualità finalizzate a garantire la vita indipendente del disabile grave secondo quanto previsto dall’art. 39 lettera l-ter, legge n. 104/1992.

ASL: l’erogazione delle prestazioni di assistenza domiciliare integrata/voucher sociosanitario avverrà con le modalità già in uso, tenendo conto delle precisazioni fornite con circolare n. 7/2009.

Le ASL e gli Ambiti Territoriali possono utilizzare per la realizzazione degli interventi/azioni indicati al punto precedente, le risorse assegnate con i precedenti provvedimenti, non impiegate al 31 dicembre 2009.

RISORSE FINANZIARIE
55.827.457,99 euro, così suddivisi:

• 42.827.457,99 euro da ripartire agli Ambiti Territoriali;

• 13.000.000,00 euro da ripartire alle ASL.

MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE ED EROGAZIONE DELLE RISORSE
Assegnazione delle risorse complessive alle ASL, distinte tra risorse destinate alle ASL e quelle destinate agli Ambiti Territoriali.

L’erogazione delle risorse alle ASL avverrà in un’unica soluzione comprensiva delle risorse destinate agli Ambiti Territoriali; le ASL erogano agli Ambiti Territoriali le risorse di loro competenza secondo le modalità stabilite con d.d.g. n. 13991 del 15 dicembre 2009.


Tabella 1

 


Assegnazione risorse del fondo nazionale per le non autosufficienze anno 2009

 

 

 

 


 


Tabella 2

 


Ripartizione per ambito distrettuale delle risorse del fondo nazionale per le non autosufficienze anno 2009

 


Cod.
ASL
AMBITO DISTRETTUALE
% Ass.
% pop.
% riparto
Totale riparto

ASL
FNPS 2009
> = 75 anni
(60% su pop.
per ambiti

> = 75 anni
FNA 2009

- 40% su ass.

FNPS 2009)

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO ALTO SEBINO
0,34
0,33
0,34
144.276,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI ALBINO
1,08
0,94
1,00
427.847,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI BERGAMO
1,55
1,86
1,73
743.054,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI DALMINE
1,44
0,97
1,16
496.860,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI GRUMELLO
0,49
0,32
0,39
166.447,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI ROMANO DI LOMBARDIA
0,82
0,58
0,68
290.725,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI SERIATE
0,75
0,49
0,59
253.669,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO DI TREVIGLIO
1,09
0,91
0,99
422.293,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO ISOLA BERGAMASCA
1,30
0,98
1,11
474.010,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO MONTE BRONZONE – BASSO SEBINO
0,34
0,25
0,29
122.934,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO VALLE BREMBANA
0,48
0,48
0,48
206.287,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO VALLE CAVALLINA
0,57
0,40
0,47
201.739,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO VALLE IMAGNA E VILLA D’ALME`
0,56
0,45
0,50
212.713,00

301
ASL DI BERGAMO
DISTRETTO VALLE SERIANA SUPERIORE E VALLE DI SCALVE
0,48
0,45
0,46
196.948,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO BASSA BRESCIANA CENTRALE
1,20
1,06
1,11
476.824,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO BASSA BRESCIANA OCCIDENTALE
0,57
0,46
0,50
215.993,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO BASSA BRESCIANA ORIENTALE
0,65
0,49
0,56
239.015,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO BRESCIA EST
0,96
0,76
0,84
359.959,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO BRESCIA OVEST
0,99
0,67
0,80
342.116,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO DI BRESCIA
2,06
2,54
2,35
1.005.659,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO DI GARDA - SALÒ
1,23
1,29
1,27
542.937,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO MONTE ORFANO
0,60
0,48
0,53
226.278,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO OGLIO OVEST
0,94
0,68
0,78
335.913,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO SEBINO
0,55
0,48
0,51
217.367,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO VALLE SABBIA
0,78
0,73
0,75
322.275,00

302
ASL DI BRESCIA
DISTRETTO VALLE TROMPIA
1,16
1,02
1,08
460.826,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI CAMPIONE D’ITALIA
0,02
0,03
0,02
10.541,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI CANTÙ
0,72
0,67
0,69
295.136,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI COMO
1,50
1,79
1,68
718.307,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI DONGO
0,18
0,23
0,21
90.504,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI ERBA
0,73
0,71
0,72
309.235,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI MARIANO COMENSE
0,57
0,48
0,51
219.203,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI MENAGGIO
0,38
0,44
0,42
179.370,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO DI OLGIATE COMASCO
0,89
0,77
0,82
349.613,00

303
ASL DI COMO
DISTRETTO LOMAZZO – FINO MORNASCO
0,98
0,82
0,89
380.586,00

304
ASL DI CREMONA
DISTRETTO DI CASALMAGGIORE
0,42
0,53
0,48
207.365,00

304
ASL DI CREMONA
DISTRETTO DI CREMA
1,64
1,56
1,59
680.854,00

304
ASL DI CREMONA
DISTRETTO DI CREMONA
1,63
2,12
1,92
823.299,00

305
ASL DI LECCO
DISTRETTO DI BELLANO
0,57
0,56
0,57
242.440,00

305
ASL DI LECCO
DISTRETTO DI LECCO
1,71
1,76
1,74
745.163,00

305
ASL DI LECCO
DISTRETTO DI MERATE
1,20
1,08
1,13
483.227,00

306
ASL DI LODI
DISTRETTO DI CASALPUSTERLENGO - LODI -SANT’ANGELO LODIGIANO
2,34
2,22
2,27
971.147,00

307
ASL DI MANTOVA
DISTRETTO DI ASOLA
0,47
0,49
0,48
205.497,00

307
ASL DI MANTOVA
DISTRETTO DI GUIDIZZOLO
0,65
0,60
0,62
263.774,00

307
ASL DI MANTOVA
DISTRETTO DI MANTOVA
1,56
1,85
1,74
743.252,00

307
ASL DI MANTOVA
DISTRETTO DI OSTIGLIA
0,47
0,71
0,61
262.228,00

307
ASL DI MANTOVA
DISTRETTO DI SUZZARA
0,54
0,64
0,60
257.726,00

307
ASL DI MANTOVA
DISTRETTO DI VIADANA
0,49
0,62
0,57
243.864,00

308
ASL DI MILANO
DISTRETTO COMUNE DI MILANO
13,20
17,01
15,49
6.632.472,00

308
ASL DI MILANO
DISTRETTO DI CINISELLO BALSAMO
1,41
1,41
1,41
605.316,00

308
ASL DI MILANO
DISTRETTO DI SESTO SAN GIOVANNI
1,30
1,36
1,33
570.677,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI ABBIATEGRASSO
0,79
0,67
0,72
306.435,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI CASTANO PRIMO
0,69
0,66
0,67
288.752,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI CORSICO
1,16
0,91
1,01
433.386,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI GARBAGNATE MILANESE
1,94
1,66
1,77
759.255,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI LEGNANO
1,84
1,81
1,82
780.816,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI MAGENTA
1,24
1,09
1,15
493.672,00

309
ASL DI MILANO 1
DISTRETTO DI RHO
1,70
1,47
1,56
668.910,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO BINASCO – AREA 6
0,49
0,31
0,38
161.638,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO CERNUSCO SUL NAVIGLIO – AREA 4
1,15
0,92
1,01
433.500,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO DI SAN GIULIANO MILANESE – AREA 2
1,10
0,93
0,99
425.988,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO DI TREZZO SULL’ADDA
0,64
0,49
0,55
235.543,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO MELZO – AREA 5
0,82
0,69
0,74
318.851,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO PAULLO – AREA 1
0,55
0,35
0,43
183.442,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO PIOLTELLO – AREA 3
0,91
0,68
0,78
332.175,00

310
ASL DI MILANO 2
DISTRETTO ROZZANO – AREA 7
0,74
0,53
0,62
264.475,00

311
ASL DI MONZA E BRIANZA
DISTRETTO DI CARATE BRIANZA
1,50
1,36
1,41
605.260,00

311
ASL DI MONZA E BRIANZA
DISTRETTO DI DESIO
1,96
1,62
1,76
753.484,00

311
ASL DI MONZA E BRIANZA
DISTRETTO DI MONZA
1,74
1,83
1,80
769.423,00

311
ASL DI MONZA E BRIANZA
DISTRETTO DI SEREGNO
1,55
1,43
1,48
632.684,00

311
ASL DI MONZA E BRIANZA
DISTRETTO DI VIMERCATE
1,51
1,31
1,39
596.032,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI BRONI
0,42
0,64
0,55
236.262,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI CASTEGGIO
0,35
0,50
0,44
189.192,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI CERTOSA
0,69
0,47
0,56
239.690,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI CORTE OLONA
0,45
0,47
0,46
197.761,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI GARLASCO
0,58
0,74
0,67
289.056,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI MORTARA
0,44
0,58
0,53
224.942,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI PAVIA
1,02
1,36
1,23
524.663,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI VIGEVANO
0,83
0,94
0,90
385.252,00

312
ASL DI PAVIA
DISTRETTO DI VOGHERA
0,68
1,04
0,90
383.977,00

313
ASL DI SONDRIO
DISTRETTO DI BORMIO
0,27
0,20
0,23
98.877,00

313
ASL DI SONDRIO
DISTRETTO DI CHIAVENNA
0,27
0,23
0,25
105.922,00

313
ASL DI SONDRIO
DISTRETTO DI MORBEGNO
0,50
0,45
0,47
200.406,00

313
ASL DI SONDRIO
DISTRETTO DI SONDRIO
0,59
0,67
0,64
273.887,00

313
ASL DI SONDRIO
DISTRETTO DI TIRANO
0,31
0,35
0,34
143.484,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI ARCISATE
0,51
0,48
0,49
209.726,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI AZZATE
0,53
0,48
0,50
214.957,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI BUSTO ARSIZIO
0,84
0,92
0,89
380.708,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI CASTELLANZA
0,65
0,60
0,62
266.479,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI GALLARATE
1,23
1,20
1,21
518.931,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI LAVENO CITTIGLIO
0,74
0,77
0,76
323.646,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI LUINO
0,56
0,58
0,57
244.717,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI SARONNO
0,92
0,91
0,92
392.045,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI SESTO CALENDE
0,51
0,53
0,52
223.726,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI SOMMA LOMBARDO
0,70
0,64
0,67
285.066,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI TRADATE
0,56
0,54
0,55
235.521,00

314
ASL DI VARESE
DISTRETTO DI VARESE
1,19
1,40
1,32
564.880,00

315
ASL DI VALLECAMONICA-SEBINO
DISTRETTO VALLECAMONICA
1,07
0,98
1,01
434.203,99

TOTALE
100,00
100,00
100,00
42.827.457,99