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Abbattuto del 39%, per l'anno 2012, il fondo nazionale per il Servizio civile che, già al minimo storico dalla sua istituzione, passa da 113 ad appena 68 milioni, ovvero meno di 10 mila volontari per il 2012.

I rappresentanti dei maggiori organi di rappresentanza degli enti di SCN esprimono unanime allarme e indignazione.

Massimo Paolicelli, Presidente dell’Associazione Obiettori Nonviolenti, dichiara:

«Vergogna, vergogna, vergogna, è l’unica cosa che indignati possiamo gridare. Tutto questo è maggiormente vergognoso se si pensa che contestualmente il Governo sta per gettare 15 miliardi di euro per l’acquisto di 131 cacciabombardieri F35. Chi difende la Patria, un cacciabombardiere o 50 mila giovani impegnati per l’assistenza, la salvaguardia dell’ambiente e dei Beni Culturali, nella Protezione civile e nella difesa dei diritti di tutti? »

Incalza Enrico Maria Borrelli, Presidente del Forum Nazionale per il Servizio Civile:

«Un conto è tagliare i costi e gli sprechi, altro è tagliare gli investimenti per il Paese; Mentre in Europa e in America si investe sul servizio civile per costruire insieme ai giovani il futuro, in Italia si continua a troncare ogni opportunità per le giovani generazioni, a partire proprio dal servizio civile nazionale che rappresenta il più importante strumento di coinvolgimento dei giovani alla vita sociale del Paese. Una follia politica che non si ferma neanche di fronte ad un conto economico positivo: ogni volontario in servizio civile costa allo Stato 5.205 euro l’anno e produce con le sue attività un valore economico pari a 11.400 euro».

Critica anche l’associazione ambientalista Legambiente che attraverso il direttore generale Rossella Muroni, ha affermato:

«Sembra proprio che questo Governo disprezzi tutto ciò che è davvero utile e buono per i giovani di questo Paese visto che continua a tagliare tutto quello che rappresenta il futuro come la scuola, la cultura e ora il servizio civile».

Sulla stessa linea anche la Cnesc (Consulta nazionale enti per il servizio civile) che denuncia:

«L'irresponsabilita' di un Governo che vuole far morire una delle poche esperienze di cittadinanza attiva, di investimento positivo per i suoi giovani aumenta le ingiustizie. Basta con la logica dell'emergenza che maschera la non volontà di investire sui giovani e sul futuro di questo nostro paese. Noi siamo convinti che proprio nei momenti di emergenza, occorre alzare lo sguardo in avanti e fare scelte coraggiose che sanno scrutare l'orizzonte e disegnare un futuro di pace, di sviluppo sociale e difesa dei diritti di tutti».

Fania Alemanno, rappresentante nazionale dei volontari in Servizio Civile lancia una personale soluzione alla crisi: riportare le competenze sul SCN al Ministero della Difesa, palesemente meno intaccato dalla congiuntura economica negativa.
Afferma, infatti:

«salta agli occhi il palese gap esistente tra gli investimenti nella difesa armata e quella non armata. E’ per questo che il Ministero della Difesa, inteso in senso lato, deve occuparsi di entrambe le forme di difesa, armata e non armata: stessa legittimità, medesimi nobili intenti, strumenti e strategie d'intervento differenti ma coesistenti».